Trieste, una città che ha perso la voglia di giocare?

26.09.2018

Scompare a Trieste la Convention del Gioco e del Fumetto "Fumetti per Gioco", nell'indifferenza e nel silenzio più totale

Circa sei mesi fa, nella quasi totale indifferenza, si è conclusa l'esperienza di "Trieste Diventi Gioco", l'associazione culturale che per molti anni (iniziando dall'edizione 0 del 2009) ha unito le associazioni ludiche di Trieste per organizzare quella che era diventata la manifestazione cittadina dei Comics and Games, "Fumetti per Gioco". Tra alti e bassi, la manifestazione ha sempre rappresentato un punto d'incontro al di la della frontiera per tanti appassionati del settore, non solo italiani quindi, ma anche Sloveni e Croati. Un appuntamento che, seppur con i suoi limiti (complice in parte una location con effettivi problemi di spazio e fruibilità) e non comparabile con i numeri raggiunti delle principali Convention nazionali (leggi Lucca, Roma, Modena, Napoli), ha però sempre ospitato esponenti di calibro nazionale del mondo dei giochi e del fumetto. Trieste Diventi Gioco se ne è andata e con lei Fumetti per Gioco, insieme anche alla bella manifestazione estiva preludio dell'evento autunnale (Cosplay & Comics Summer) e il silenzio di questa dipartita è stato (e continua ad essere) assordante. Nè le Istituzioni, nè le Associazioni e nè tantomeno i principali fruitori (giocatori, fumettari, cosplayer), hanno fatto eco alla notizia, se non con qualche commento sul social dell'Associazione

Sullo stesso social si legge un messaggio di saluti di TDG rivolto a tutti coloro che hanno sostenuto e seguito negli anni sia l'associazione che la manifestazione: le principali motivazioni dello sciogliemento, come leggiamo, derivano da una difficoltà di determinare un nuovo Direttivo e, da parte dei soci, di sobbarcarsi gli oneri dell'organizzazione futura della manifestazione. Come ultimo arrivato sul panorama Triestino e, per di più, ormai al di fuori da ruoli gestionali di qualsiasi associazione ludica, non avrei voluto essere io a scrivere queste righe, rischiando di essere facilmente frainteso e di non conoscere sufficientemente nè le motivazioni nè il contesto che hanno portato a queste scelte. D'altra parte molte delle persone che ho avuto modo di conoscere nel passato anno e che hanno fatto parte, a vario titolo ed in vari periodi, delle realtà ludiche Triestine, hanno spesso condiviso con me la loro memoria storica, che riesce, in qualche caso, ad andare molto indietro nel tempo, a quando Trieste era città all'avanguardia e fucina di iniziative legate alla sperimentazione ludica utilizzando il gioco come strumento innovativo, una per tutte quella relativa alla pubblicazione dei primi ed indimenticabili librigame (a Trieste negli anni '80 EL Edizioni rivoluziona la concezione stessa del libro e della letteratura, scardinando, attraverso l'elemento "gioco d'avventura", la linearità del racconto letterario; un successo nazionale che ha segnato intere generazioni e che sta tornando di gran moda). Stessa spinta innovativa si legge nei racconti di quella che era la manifestazione "Fantasticamente", iniziata a Trieste alla fine degli anni 2000 e che ha portato il gioco all'interno dell'Università di Trieste (è ormai praticamente impossibile trovare online qualsiasi notizia relativa a questa iniziativa).

Trieste ha perso una grande opportunità e un pezzo importante della propria storia

Se la considerazione del gioco d'intelleto riuscisse a superare lo stereotipo di semplice passatempo, passando invece ad essere riconosciuto per quello che è, ovvero uno strumento trasversale per tutte le età ed utile alla socializzazione, all'aggregazione, all'educazione e alla formazione di un'identità personale e di gruppo (sempre più ricerche e saggi ne analizzano gli effetti benefici ed applicativi) e, in egual misura, il fumetto ed essere considerato come forma artistica, risulterebbe chiaro a tutti, che Trieste ha perso una grande opportunità e un pezzo importante della propria storia. E tutto questo lascia ancor di più l'amaro in bocca se analizzato alla luce di quello che sta avvenendo a livello Regionale e Nazionale. Non tutti sanno, infatti, che proprio la nostra Regione, prima tra tutte, ha adottato la legge 33 del 2017 che "riconosce il valore della cultura ludica e promuove il diritto al gioco e all'attività ludico-motoria-ricreativa per tutti i cittadini, senza discriminazioni di età, genere, religione, lingua, provenienza e condizione economica e sociale, al fine della formazione e della integrazione sociale delle persone, dello sviluppo delle relazioni sociali, del miglioramento degli stili di vita e della tutela della salute".Contemporaneamente, ad Udine è nato l'Archivio Italiano del Gioco, iniziativa che, oltre ad ospitare una collezione anche storica di giochi di ogni tipo, promuove attività culturali atte a supportare e divulgare l'efficacia dello strumento "gioco" nell'ambito delle scienze sociali. Molte altre iniziative nazionali colpiscono l'attenzione in tal senso, l'Università di Modena e Reggio Emilia partecipa ormai da diverso tempo alla più importante Convention Nazionale del Gioco (Play Modena) proponendo giochi, attività ludiche e di ricerca promosse da docenti e ricercatori dell'Ateneo di diversi dipartimenti con l'obiettivo di dimostrare il connubio tra gioco, didattica e ricerca scientifica. A Milano diventa realtà la Casa dei Giochi (UESM), una struttura che raccoglie le tante associazioni cittadine che utilizzano il gioco come strumento di promozione sociale. E, infine, i numeri di visitatori delle fiere sparse un pò per tutta Italia, aumentano costantemente così come il numero di giocatori di ruolo, da tavolo, etc. Ovunque, in pratica, si sta passando da una dimensione privata del gioco ad una sua dimensione pubblica, riconoscendone il valore sociale, e che, al pari dell'attività sportiva (a cui da sempre si riconosce un ruolo formativo essenziale), crea le basi fondamentali per una sana interazione tra gli individui. Cosa succede allora a Trieste? Perchè nessuno, Istituzioni, Università, Associazioni, semplici cittadini, imprenditori, sentono il bisogno di aprire una discussione sull'argomento, anche alla luce degli ultimi eventi? Forse è davvero così, Trieste ha forse perso la voglia di giocare?

GB